Scoping Review e Revisioni Sistematiche: quale disegno di studio è più adatto al vostro quesito di ricerca?

Oggi come non mai è necessario che la pratica clinica venga fondata su solide basi scientifiche.

L’esponenziale aumento della produzione di studi primari ha avuto come effetto collaterale l’incremento della produzione di SINTESI DELLA LETTERATURA, prezioso strumento in grado di riassumere decine di articoli.

 

La maggior parte di voi avrà sentito parlato di REVISIONI SISTEMATICHE, pilastro della medicina basata sulle evidenze1, ma esistono numerosi ulteriori strumenti di sintesi nati dalla necessità di rispondere a quesiti di ricerca di varia natura.

 

Tra le tipologie di revisioni che si stanno maggiormente diffondendo ritroviamo senza dubbio le SCOPING REVIEW.

 

Quando è opportuno scegliere questo disegno di studio? E in cosa differisce dalle revisioni sistematiche?

Scopriamolo insieme!

 

Così come per le revisioni sistematiche, anche le scoping review rappresentano un metodo di sintesi rigoroso e riproducibile, condotto in accordo a chiare linee guida che ne definiscono i vari passaggi2.

Ciò nonostante, numerosi editori hanno rilevato un utilizzo spesso inappropriato di questo disegno di studio ma soprattutto il frequente interscambio tra revisioni sistematiche e scoping review.

Pertanto, questo articolo vuole chiarire al lettore le DIFFERENZE tra queste due tipologie di revisioni della letteratura, redigendo una guida che possa supportare gli autori nella scelta del disegno più adatto al quesito di ricerca stabilito.

 

Quando scegliere una revisione sistematica?

Una revisione sistematica è un metodo di sintesi attraverso cui vengono identificate, valutate criticamente e sintetizzate le evidenze provenienti da tutti gli studi primari presenti in letteratura riguardanti un determinato quesito clinico3.

In accordo a quanto dichiarato nell’Handbook della Cochrane, una revisione sistematica ‘usa un approccio esplicito e sistematico, in grado di minimizzare i bias, al fine di produrre evidenze affidabili’. Per questa ragione, infatti, i loro risultati vengono utilizzati per produrre le linee guida (clinical practice guidelines), ossia ‘raccomandazioni di comportamento clinico con lo scopo di aiutare i clinici e i pazienti a decidere le modalità assistenziali più appropriate in specifiche situazioni cliniche’4.

I loro risultati possono confermare o confutare le evidenze su cui si basa la pratica clinica, portando in luce eventuali ‘debolezze’ su cui potrebbe essere necessario agire per avvalorare la pratica attuale.

 

Dunque, quali sono le principali motivazioni per cui scegliere une revisione sistematica?5

  • Mettere in luce tutte le evidenze presenti in letteratura su un dato argomento.
  • Confermare la pratica clinica attuale; indirizzare verso eventuali modifiche; identificare nuove pratiche.
  • Individuare aree per ricerche future.
  • Rilevare ed indagare eventuali risultati contrastanti tra studi.
  • Produrre raccomandazioni che guidino il processo clinico decisionale.

 

Talvolta, però, per rispondere adeguatamente ad un quesito di ricerca sono necessarie ricerche preliminari su cui ergere la revisione sistematica stessa.

Ed è qui che possono entrare in gioco le scoping review.

 

 

Quando scegliere una scoping review?

Come si può intuire dal nome, le scoping review sono un ottimo strumento attraverso cui determinare la rilevanza in letteratura di un dato argomento e fornire una chiara indicazione della quantità di studi disponibili, nonché una panoramica del loro obiettivo6.

In generale, il loro principale scopo è quello di indentificare e mappare le evidenze disponibili7, 8.

Come fornite per le revisioni sistematiche ecco un elenco di finalità che giustificano la scelta di tale disegno di studio:

 

  • Identificare il tipo di evidenza disponibile in un dato
  • Chiarire concetti chiave/definizioni presentii in letteratura.
  • Esaminare la modalità con cui una ricerca viene condotta su un determinato
  • Identificare le caratteristiche principali relative ad un
  • Come precursore di una revisione sistematica.
  • Per individuare e analizzare lacune nella conoscenza.

 

 

Come decidere quale approccio sia più appropriato al nostro quesito di ricerca?

 

Come prima cosa, gli autori devono chiarire quale sia l’obiettivo della revisione nonché il quesito di ricerca.

  • I risultati della revisione sono finalizzati a rispondere ad un quesito clinico o a fornire evidenze che supportino la pratica clinica?
  • Il quesito di ricerca mira a valutare la fattibilità, l’appropriatezza, il significato o l’efficacia di un intervento?8,9

Se la risposta ad una di queste due domande è positiva allora essi dovranno orientarsi verso la revisione sistematica.

Se invece l’interesse è rivolto verso l’identificazione di caratteristiche o concetti chiave e/o nel mappare e discutere tali caratteristiche, allora la scoping review sarà la scelta migliore.

Altro punto cruciale delle scoping review, dovuta alla natura del disegno stesso, è l’assenza di una valutazione del rischio di bias degli studi inclusi, eccetto casi specifici in cui l’obiettivo della revisione lo richieda10: questa mancanza rende le evidenze prodotte da questo disegno di studio ‘inadatte’ ad avere implicazioni sulla pratica clinica o sul policy making.

 

ESEMPI DI APPLICAZIONE DELLE SCOPING REVIEW

Per comprendere meglio le indicazioni elencate in precedenza, riporteremo, a seguire, esempi pratici per ciascuna di esse.

 

  1. Identificazione del tipo di evidenze disponibili in un dato campo di ricerca

Le scoping review che si prefissano tale obiettivo condividono importanti similitudini con un altro approccio ossia la mappatura delle evidenze, come spiegato da Bragge e colleghi11.

 

ESEMPIO

Challen et al.,12, hanno condotto una scoping review per identificare le fonti e la qualità delle pubblicazioni e della letteratura grigia inerenti alla gestione delle emergenze.

Sulla base dei risultati ottenuti gli autori hanno rilevato che, seppur vi sia un’ampia gamma di evidenze da cui attingere, la loro validità e generalizzabilità è in gran parte poco chiara, pertanto risulta difficile farne un uso appropriato.

 

  1. Chiarire concetti chiave e definizioni presenti in letteratura

Le scoping review sono spesso condotte per esaminare ed esemplificare definizione usate in letteratura.

 

 

ESEMPI

Schaink e colleghi hanno esaminato come lo sfaccettato concetto di “complessità del paziente” fosse stato definito e classificato in letteratura, proponendo un modello che possa supportarne un utilizzo adeguato13.

Hines e colleghi14, invece, hanno condotto una scoping review per definire il concetto di displasia broncopolmonare: da quanto emerso è presente una rilevante eterogeneità nel definire tale condizione patologica tale da registrare un’incidenza variabile dal 6% al 57%, a seconda della definizione. Questi risultati sottolineano la necessità di standardizzare tale definizione fornendone una versione completa ed evidence-based.

  1. Esaminare la modalità con cui si svolge una ricerca su un argomento

Le scoping review possono essere un utile strumento anche per indagare la modalità e quindi il disegno di studio attraverso cui viene condotta una ricerca su una specifica tematica.

 

ESEMPIO

Callary et colleghi14, hanno condotto una scoping review volta ad indagare l’approccio metodologico maggiormente utilizzato per valutare l’usura nel tempo di un particolare tipo di protesi d’anca.

L’obiettivo principale era quello di esaminare le modalità attraverso cui gli studi primari riportano i dati inerenti all’usura e, se possibile, farne un confronto.

I risultati hanno evidenziato che la tecnica maggiormente utilizzata, ossia l’analisi radiostereometrica, viene effettuata medianti approcci significativamente differenti ragion per cui gli autori raccomandano una maggiore standardizzazione sia nella misurazione che nei metodi di reporting dei dati.

 

  1. Identificare le caratteristiche principali relative ad un concetto

Le scoping review possono essere utilizzate anche per identificare ed esaminare caratteristiche o i fattori legati ad un concetto particolare.

 

ESEMPIO

Harlfied et al., 2015 hanno condotto una scoping review per indentificare quali fattori caratterizzassero le modalità di erogazione dei servizi sanitari primari alla popolazione autoctona16,17.

 

 

Illustration of reserch concept

 

  1. Come precursore delle revisioni sistematiche

Quando condotte con questo fine consentono agli autori di: i) identificare l’’area tematica’ da cui attingere per ricercare studi coerenti al quesito di ricerca stabilito; ii) stabilire a priori i criteri di eleggibilità più sensibili all’identificazione delle evidenze primarie.

Inoltre, permettono di individuare gli outcomes di studio più pertinenti al quesito stabilito, in modo da evitare, soprattutto nei casi in cui il l’argomento prescelto sia meno studiato, di condurre una revisione a vuoto.

Nonostante questo notevole potenziale, difficilmente le scoping review nascono con questo obbiettivo18.

 

  1. Identificare ed analizzare gap nella conoscenza di base

Altro possibile scopo per cui raramente vengono utilizzate è la rilevazione di lacune della conoscenza.

 

Esempio

Recentemente Wagman e colleghi hanno condotto una scoping review volta a riesaminare ed individuare eventuali lacune inerenti “l’equilibrio professionale” ossia l’equilibrio tra lavoro, riposo, divertimento e sonno19. I risultati hanno evidenziato numerosi gap tra cui l’assenza di studi condotti al di fuori società occidentali, fattore che potrebbe distorcere i risultati, ma anche una scarsa conoscenza del livello di equilibrio professionale dei vari popoli.

 

TABLE 1. Principali differenze tra revisioni narrative, scoping review e revisioni sistematiche

Revisioni Narrative Scoping reviews Revisioni sistematiche
Protocollo di studio stabilito a priori No Si (alle volte) Si
Registrazione su PROSPERO No Noa Si
Stringa di ricercar basa su criteri trasparenti, riproducibili e peer-reviewed No Si Si
Database di estrazione dati standardizzato No Si Si
Valutazione del rischio di bias [ROB Assessment] No Nob Si
Tabella sinottica delle evidenze di ciascun studio e creazione di una ‘sommario’ dei risultatic No No Si
a: situazione temporanea: potrebbe cambiare.

b: il critical appraisal non è obbligatorio ma gli autori possono decidere di valutare il rischio di bias

c: in caso di presenza di metanalisi [efficacia quantitativa, prevalenza o incidenza, accuratezza diagnostica, eziologia o rischio, dati psicometrici o prognostici), o metasintesi o entrambe nei disegni mixed-methods

 

 

 

DISCUSSIONE

Le scoping review rappresentano un VALIDO METODO DI SINTESI della letteratura in svariate e specifiche situazioni.

La prima differenza sostanziale tra revisioni sistematiche e scoping review è sita nel tipo di quesito di ricerca che, nel secondo caso, è più generico e richiede criteri di eleggibilità meno rigorosi.

Uno degli step più importanti nella conduzione di una scoping review è DEFINIRE IN MODO CHIARO IL QUESITO DI RICERCA quindi l’obiettivo che si intende raggiungere: a questo proposito va raccomandato l’utilizzo del PCC menomic (Population, Concept and Cotext)20.

 

Abbiamo chiarito le principali differenze tra revisioni sistematiche scoping review ma esistono altri disegni di studio con cui queste ultime condividono caratteristiche comuni e con cui quindi possono essere erroneamente intercambiate.

Le REVISIONI NARRATIVE, rappresentano un metodo di sintesi volto a fornire una visione panoramica di un dato argomento mediante quesiti sommari che mirano ad offrire una conoscenza di base. Ciò che caratterizza e penalizza quest’ultimo disegno di studio è la selezione soggettiva degli studi primari, influenzata dalle conoscenze e quindi dalle preferenze dell’autore, motivo per cui i risultati sono esposti ad alto rischio di bias21.

Le caratteristiche distintive delle scoping review che permettono di DISTINGUERLE dalle revisioni narrative sono le seguenti: i) la presenza di un protocollo; ii) la conduzione secondo criteri di ricerca esaustivi; iii) la loro trasparenza e riproducibilità; iv) così come le revisioni sistematiche prevedono step prestabiliti attraverso cui viene ridotto l’errore e aumentata l’affidabilità (l’inclusione di molteplici revisori, per esempio, permette di condurre alcune fasi del lavoro in cieco); v) i dati estratti sono presentati in modo strutturato.

 

Altro approccio di sintesi emergente è rappresentato dalle MAPPATURE DELLE EVIDENZE (evidence maps) che analogamente alle scoping review, mirano all’identificazione e all’analisi di gap nella conoscenza di base22,23. Nonostante l’analogia, i due approcci presentano notevoli differenze, la più rilevanti delle quali è l’esistenza, nelle prime, di uno schema (mappa) che guida il lettore nell’interpretazione dei risultati (evidenze e le lacune annesse).

 

In ambito infermieristico viene spesso utilizzata anche L’ANALISI FORMALE DEI CONCETTI, processo in cui i concetti sono logicamente e sistematicamente studiati per produrre una rigorosa gerarchia di definizioni24.

La mancanza di una guida metodologica che ne guidi la conduzione l’hanno resa oggetto di critiche, soprattutto per lo scarso impatto che può avere sulla pratica clinica. Pertanto, le scoping review, rappresentano un approccio alternativo e metodologicamente meticoloso in grado in grado raggiungere il medesimo obiettivo, ma fornendo risultati più consistenti per la pratica clinica.

 

Concludiamo menzionando un disegno di studio utile nei casi in cui è necessario effettuare una revisione della letteratura tempestivamente (come è capitato durante l’emergenza sanitaria Covid19). La RAPID REVIEW, consiste in “una forma di sintesi di conoscenze che accelera il processo di produzione di una revisione sistematica tradizionale attraverso lo snellimento, la semplificazione di metodi specifici per la produzione dell’evidenza e l’ottimizzazione delle risorse disponibili al fine di fornire risultati informativi per gli stakeholders”25.

 

Spesso viene fatto un ABUSO delle scoping review, soprattutto per semplificare la procedura e smaltire i lunghi tempi necessari alla conduzione di altri disegni di studio.

Nella maggior parte dei casi l’utilizzo improprio consiste nell’adoperare questo disegno per mappare la letteratura quando non risulta essercene alcun bisogno o nel rispondere a quesiti generici su tematiche che richiederebbero quesiti ben specifici a cui sarebbe opportuno rispondere mediante una revisione sistematica.

 

Come ulteriore incentivo all’utilizzo di questo disegno di studio occorre annoverare la recente estensione del PRISMA per le scoping review26, checklist nata con l’obiettivo di guidare gli autori nel miglioramento del reporting, e lo sviluppo di un sofwtare in grado di fornire supporto nella conduzione di tali revisioni27,28.

 

CONCLUSIONI

Le scoping review rappresentano uno STRUMENTO ESTREMAMENTE UTILE nel crescente arsenale di SINTESI DELLA LETTERATURA e permette di rispondere in modo esaustivo a specifici quesiti di ricerca inadatti alla conduzione di altri disegni di studio.

Come per le revisioni sistematiche la procedura di conduzione deve rispettare METODI RIGOROSI E TRASPARENTI che ne garantiscono l’affidabilità dei risultati.

L’esistenza di papers metodologici, come il seguente, che ne definiscono le differenze e di linee guida apposite per la loro conduzione dovrebbe però ridurre l’interscambio tra scoping review e revisioni sistematiche che ancora troppo spesso si verifica.

 

 

 

 

 

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A cura di Carola Cosentino
Fisioterapista
Collaboratore HealtHub

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